La Corte di Cassazione ha stabilito, con la sentenza n. 13252 del 27 giugno 2016, che bisogna garantire il diritto fondamentale alla salute del cittadino straniero e quindi non è possibile espellerlo dal territorio nazionale se presenta gravi problemi di salute.
I fatti: una cittadina peruviana ha visto respingere dal Giudice di pace di Roma il ricorso avverso il decreto di espulsione emesso nei suoi confronti nell’aprile del 2015. La cittadina straniera ha così deciso di ricorrere in Cassazione denunciando la violazione di alcune norme di diritto, derivanti dalla necessità di osservare un rigido protocollo post operatorio in seguito a un intervento chirurgico di asportazione di ovaie, tube, utero e linfonodi.
La sentenza: la Corte di Cassazione dopo l’esame del ricorso presentato dalla cittadina straniera, lo ha accolto perché il motivo è fondato, ed ha ribadito che ‘la garanzia del diritto fondamentale alla salute del cittadino straniero, che comunque si trovi nel territorio nazionale, impedisce l’espulsione nei confronti di colui che dall’immediata esecuzione del provvedimento potrebbe subire un irreparabile pregiudizio, dovendo tale garanzia comprendere non solo le prestazioni di pronto soccorso e di medicina d’urgenza, ma anche tutte le altre prestazioni essenziali per la vita’.
Corte di Cassazione_ordinanza n. 13252_27 giugno 2016
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